La Brandina (come “l’Amaca” di Serra, ma meno comoda)

Le vicissitudini giudiziarie di Silvio Berlusconi ci accompagnano da piu’ di vent’anni, e rappresentano lo specchio fedele d’una nazione che ha fatto del tifo calcistico la propria caratteristica distintiva.

E’ impossibile, infatti, non osservare come i due schieramenti (gli “innocentisti” e i “colpevolisti“) si autodescrivano tautologicamente, si connotino per le divise differenti e i diversi colori sociali, e si impermeabilizzino alle descrizioni altrui, si’ da mantenere inalterate e pure le proprie caratteristiche e far quadrato a possibili incursioni del nemico.

Ieri abbiamo avuto i parlamentari del PdL che han dato uno spettacolo francamente increscioso, agguattandosi in pelliccia e tette siliconate (oppure in toupet e abitaccio Facis, c’est la mème chose) fuori dal palazzo di Giustizia di Milano, a manifestare solidarieta’ al loro Lider Maximo, impedito da una uveite (o congiuntivite, o anche una cippa di nulla) dall’andare ad ascoltare le arringhe finali di chissa’ quale processo. Ruby, forse…

Dall’altro lato, i giustizialisti di segno politico contrario si scalmanavano a minimizzare il malanno fisico dell’impresentabile palazzinaro, e chiedevano a gran voce la sua testa su un vassoio d’argento, a chiudere degnamente un ventennio di non politica che pero’ s’e’ potuto verificare perlappunto grazie alla santa presenza del capro espiatorio con le scarpe rialzate. Solo grazie ad un Berlusconi facente i cavoli suoi ha infatti potuto esistere una sinistra ne’ di lotta, ne’ di governo. Anch’essa determinata nel fare i cavoli propri e a lasciar vivere uno spauracchio qualsiasi da poter chiamare “nemico”.

I due schieramenti, per tornare a ieri, han mantenuto le loro posizioni, alla faccia del senso del ridicolo, oramai calpestato e vilipeso quanto e piu’ di Silvio stesso. S’e’ cosi’ assistito a dichiarazioni come quella della Micaela Biancofiore, che -candida come il suo cognome fa pensare- chiedeva all’incredulo giornalista: “Ma lei lo sa se Ruby era o no la nipote di Mubarak?”. Il povero cristo ha provato a ribattere, scoppiando in risate  “Penso che ormai sia comprovato!”, ma non c’e’ stato nulla da fare.

In attesa d’una risposta certa sui gradi di parentela che separano Ruby dall’ex leader egiziano, noto con raccapriccio che su “Repubblica” di carta il dossier sulla recessione e il suo impatto sulle famiglie italiane e’ relegato a pagina 13. Prima abbiamo il teatrino della politica (in tutte le salse) e la lettera di Celentano. Che devo dire non ho capito benissimo di cosa parlasse, ma di sicuro era piu’ importante del crollo del 5% del potere d’acquisto delle famiglie italiane, del fatto che il 25% dei giovani di questo paese non studia e non lavora, del crollo del PIL e di altre bischeratelle di tale fatta.

Priorita’, insomma. Che sono certo i grillanti provvederanno a sistemare nel giusto ordine, basta che non si chieda loro d’appoggiare alcun governo e che vengano proposte leggi uguali a quelle inserite nel loro programma.

Mah, meno male che almeno la fumata per il Papa e’ stata nera…

Per riassumere con una frase la situazione (drammatica, ma non seria): “war, children, is just a shot away”. Meno male che c’e’ ancora la guitarra di Keith Richards a graffiare:

Barney

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6 pensieri su “La Brandina (come “l’Amaca” di Serra, ma meno comoda)

  1. poetella

    e meno male che uno può anche buttar giù due parole messe bene, come uno sfiatatoio per la rabbia, sua e di chi legge, che poi, a fine scrittura/lettura si fa tutti in coro un bel AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH…
    me so’ sfogato!

    Che tanto altro, noi…altro…che altro mai potremmo?
    O sì?
    Non so…
    Ciao, Barney…
    tempi oscuri…
    e, come diceva quello, vedendo una luce alla fine del tunnel…”speriamo non sia un treno!”

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