Autopsia minima del voto

Iniziamo con una immagine, scattata lunedi’ scorso, che congela una previsione multipla di venerdi’ 22 febbraio.

Quel giorno, dopo pranzo, con alcuni colleghi abbiamo provato a tirare giu’ le nostre previsioni. Il risultato e’ quello che vedete (malissimo) qua sotto. Con un po’ di fantasia si leggono dei numeri. La prima colonna e’ la mia:

ImageHo sbagliato sensibilmente il PdL (meno due punti rispetto a quanto poi verificatosi) e Grillo (meno tre e mezzo rispetto al risultato vero). Ho poi cannato la percentuale che e’ andata a tutto il resto del mondo, che era rappresentato si da Ingroia e Fermare il Declino, ma pure da altre venti liste e listarelle che andavano dai fasci di Casa Pound, ai fasci fasci del Nuovo Movimento Sociale, ai fasci al cubo di Forza Nuova, ai Radicali e altri soggetti piu’ o meno pittoreschi. Li’ ho sbagliato di 5 punti, in eccesso: tutte le altre liste hanno raccattato il 5% contro la mia ipotesi del 10%.

Questi numeri, gli ultimi soprattutto, dicono subito una cosa: stavolta la gGente ha votato in massa non solo per i due poli classici di centro destra e centro sinistra, ma anche per un centro cattolico-ex fascista buonista e professorale (che pero’ ha raccolto molto meno del previsto) e soprattutto per il vero vincitore della contesa elettorale del febbraio 2013: Grillo e il suo Movimento 5 Stelle. E i voti al di fuori degli schieramenti classici si sono concentrati sul M5S e basta. La lista dei grillini ha raccolto consensi trasversali, coagulando una disaffezione ed un odio per la politica “vecchia” che non c’e’ nemmeno stato bisogno di attizzare piu’ di tanto, essendo cosi’ estesi incompetenza, malcostume, ladrerie, strafottenza e cialtronaggine nella politica italiana. Da tutti i lati, sia chiaro. Grillo e Casaleggio hanno semplicemente fatto leva su questo malcontento, presentando perfetti sconosciuti che -proprio per la loro ostentata verginita’ politica- non potevano essere uguali ai cialtroni di cui sopra. Almeno, non finche’ non lo si sia provato, ma all’inizio essi partono candidi come agnellini pasquali. Il resto e’ stato un programma che a chiamar “programma politico” ce ne vuole, e un copione sapientemente scritto da Casaleggio e recitato da Grillo in mille piazze italiane, con tempi e battute cronometrate. Una splendida operazione, che vede coinvolte molte persone volenterose e sinceramente convinte di poter fare bene in Parlamento. Cosa che io gli e mi auguro di cuore.

Una splendida descrizione dei grillini l’ho letta oggi non rammento dove, e la parafraso cosi’:

“non darei mai ad un grillino la gestione nemmen del mio condominio…   pero’ se si trattasse di fare le pulci all’amministratore di condominio, beh, non credo potrei trovare gente piu’ affidabile”.

Tradotto: per adesso i grillini sono un -potenzialmente benefico-strumento di controllo d’una politica malata, strumento che pero’ NON PUO’ ESSERE la cura. Un gillino allevia i sintomi, non rimuove l’infezione.

Una ulteriore prova di questa tesi l’ho trovata su Usenet. La discussione e’ tra un grillino entusiasta ed un ricercatore italiano che lavora all’Universita’ di Brema. Ecco un estratto del thread:

GRILLINO: quindi la colpa è del M5S che ha preso il 25% e non dei passati governi!
UNIBREMEN: Il nuovo che avanza. Hai appena eletto qualcuno per servire il paese. Si darebbe il caso che lo spread sia uno dei sui problemi. Non del passato, ma del PRESENTE. Se ne deve occupare il M5S oppure no?
GRILLINO: se ne devono occupare gli italiani……e a me sembra che gli italiani, per il 60% degli elettori, hanno detto che di queste cose se ne devono occupare PD e PDL, quindi tocca a loro….si facciano avanti e si prendano le responsabilita che gli elettori gli hanno assegnato.

Insomma: di governare, per adesso, manco a parlarne. Domani, si vedra’.

Il resto del commento, che s’e’ fatto tardi, si puo’ concentrare in poche frasi. Prima di tutto, Berlusconi ha di nuovo -ce ne fosse stato bisogno- dimostrato che e’ il miglior giocatore del mondo di “Campagna Elettorale”. Quasi stremato dall’eta’ e dagli eccessi priapistici di questi mesi, dopo avere seriamente rischiato di dover abbandonare la battaglia, in due mesi e mezzo ha portato il PdL dal 15% al 30% circa. E’ vero: rispetto alle precedenti tornate la sua coalizione ha perduto milioni di voti, ma Cristo! Manco con le schioppettate stianta! E’ sempre in piedi, e anche stavolta puo’ giustamente bullarsi d’avere vinto almeno moralmente le elezioni. Il gesto plateale d’avere stoppato Alfano che chiedeva il riconteggio (come nel 2006) gli vale una chance non indifferente d’essere eletto alla Presidenza del Senato (moccoli e gesti apotropaici sono ammessi, a questo punto). Cio’ lascerebbe solo due caselle libere, nel palmarès del nanaccio infame:la Presidenza della Repubblica ed il Soglio Pontificio. Entrambe le cariche sono alla portata del Nostro, diamogli tempo e facciamolo lavorare…

Last and least, il PD. Il mio 30% lassu’ e’ frutto d’una eta’ non certo verde, che significa aver visto cose che voi umani ecc. ecc. Tutti infatti prevedevano una vittoria facile per il centrosinistra, con percentuali dal 32% in su fino al 37-38%. Da quando il Parlamento s’e’ sciolto, non s’e’ parlato che del distacco che ci sarebbe stato tra il PD e il PdL, e di quanto probabile fosse addirittura il sorpasso di Monti ai danni di Berlusconi. La vittoria di Bersani era comunque data per certa. In tutto questo, il PD ha fatto una campagna elettorale alla vecchissima maniera, che si puo’ sintetizzare con l’immagine della lepre sorpresa, di notte, dagli abbaglianti di una macchina. La povera bestiola, in questo caso, si immobilizza con gli occhi pallati a guardare la luce magnetica dei fari. Non fugge, la lepre. Eppure dovrebbe, e se ne sta li’ ad attendere lo pneumatico che la stiacciera’ di li’ a un paio di secondi sull’asfalto. Senza pieta’.

Ecco, il PD ha fatto uguale: da quando la campagna elettorale e’ iniziata non ha fatto che stare immobile in mezzo alla strada, prendendo le sportellate di Silvio maanche di Monti, e non facendo nulla per paura di sbagliare. Fa specie vedere come alcuni argomenti-fanale abbagliante del tipo “Matrimonio tra omosessuali” siano riusciti a paralizzare ogni discussione su altre e piu’ cogenti questioni. Non ultima, per dire, il matrimonio tra un uomo e una donna. Prima di pensare alle coppie omosex, non sarebbe il caso di ripensare -maremma stramajala- le modalita’ di supporto alle famiglie che gia’ ci sono? Ok, nel programma sicuramente l’argomento e’ stra-trattato ultra-benissimo. Ma voi, PDdini, vi siete fatti diacciare dal fanale dei matrimoni omosessuali! Di quelli avete parlato! E pure di adozioni per quelle stesse coppie, se e’ per quello. Tutti argomenti nobili ma capite, strateghi del centrosinistra, che avete davanti gente che promette di togliere l’IMU dopo che l’ha messa (Monti), o di restituire di tasca propria la tassa sulla prima casa (Berlusconi), e quelli sono gli argomenti che fan presa sul popolo che da anni fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Nel caso gli rimanga un lavoro, e/o gli venga corrisposto uno stipendio, anche…

Insomma, il classico scollamento dalla realta’ che sembra pervadere la tattica politica del centrosinistra oramai da decenni, accoppiata alla paura di vincere che porta all’immobilismo puro. Immobilismo e paura di cambiare che non sono stati indifferenti al momento delle primarie, in cui di tutto s’e’ fatto per non cambiare e per ammantare l’investitura di Bersani d’un aura democratica.

Ok, s’e’ fatto tardi e la questione di questo post va chiusa al piu’ presto. Io penso che s’andra’ di nuovo ad elezioni in tempi brevi. Gia’ venerdi’ scorso prevedevo maggio 2013, adesso sono un po’ meno ottimista e penso che un governaccio terra-mare possa sopravvivere fino a settembre-ottobre e magari oltre. Quindi boh? Sicuramente la legislatura non la si finisce, tutto sta a vedere quando si rivotera.

A quel momento, la mia personale speranza e’ che il PD capisca finalmente che fare le primarie per avere in lista la stessa gente di vent’anni fa non e’ esattamente furbo, che ci vuole un programma che eviti di fare troppe seghe ai gatti e si concentri su argomenti concreti, da trattare indicando come si affrontano i problemi, quando li si intende affrontare e soprattutto con quali risorse e a scapito di quali altre risorse.

Una roba che a questo giro ha fatto un solo partito, a mio avviso: Fermare il Declino, che e’ stato ammazzato dalla scelta folle del frontman sbagliato al momento sbagliato. Avessero scelto Michele Boldrin, probabilmente avrei indovinato le previsioni quasi alla perfezione…

Barney

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9 pensieri su “Autopsia minima del voto

      1. icalamari

        Ecco… meglio moderarsi in anticipo, non si sa mai :-D. Quanto a stasera mi sa che arriverà prima morfeo di me su queste pagine… Aggiornerò la situazione domani, magari sarà già cambiato qualcosa… o no?

        Mi piace

  1. Pingback: L -44 | iCalamari

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