Intermezzo musicale

Sto ascoltando parecchio “Banga“, in questo periodo. E’ uno degli album migliori dell’anno passato, e ha riportato sulle scene una Patti Smith in forma splendida.

L’album si chiude con una cover di “After the gold rush“, che e’ d’un altro dei miei cantanti preferiti, artefice a novantasei anni (in realta’, son solo sessantasette) di ben due dischi splendidi, nel 2012: uno di inediti e uno di canzoni tradizionali e inni. Insomma, Neil Young, che suonera’ al Lucca Summer Festival a pochi giorni da Nick Cave (??!!!). Crazy Horses & Bad Seeds inclusi.

Ma torniamo a noi. “After the gold rush” e’ la title track dell’omonimo LP del 1970, ve la faccio ascoltare nell’interpretazione delicata e tenera di Patti Smith:

Millenovecentosettanta. Quarantatre anni fa, una vita… Ma sempre bellissima, no?

Di che parla, questo pezzo? E’ un racconto d’un sogno, o meglio di tre sogni a distanza di tempo l’uno dall’altro. Dovrebbe esserci una chiave ecologica, quasi certamente. Ma chissa’ che non vi siano descritte anche le esperienze allucinogene di Young da giovane (questa viene sempre benissimo :-)), e forse anche altro. Tanto che su Trasher (sito-archivio dei fans del canadese, che prende il nome da una delle piu’ famose canzoni di Young) tra le altre migliaia di discussioni elettroniche c’e’ un thread del 1993.

(Venti anni fa. Si: esisteva già la Rete, si usavano le mailinglist e Usenet era vivo e vegeto, non c’erano ne’ Facebook ne’ la chat. Ma la gente discuteva, probabilmente molto piu’ di oggi)

Il thread e’ dedicato al tentativo di spiegare il significato del brano. Trasher merita una visita a prescindere: e’ un sito vecchio (un po’ di java minimalista, e tutto il resto in plain html) per un dinosauro del rock, ma e’ funzionale. E in home c’e’ una foto di un concerto d’un paio di mesi fa, a testimoniare l’attivita’ dei partecipanti alla comunita’ virtuale, e ovviamente del rocker canadese.

 

E allora? Tutta questa roba per dire cosa?

No, nulla. E’ che mi piaceva mettere assieme Patti Smith, Neil Young, il tempo che passa e i ricordi informatici.

Tutto qua: con Liga e Vasco sarebbe venuto uno schifo; cosi’, almeno un paio di brani splendidi li ascoltate (l’altro e’ “Trasher“, ovviamente).

 

 

Barney

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