Tutti merde, nessuna merda

Man mano che si avvicinano le elezioni (e oggi mancan solo sei giorni al 24, che Lapalisse mi fa un baffo a me), piu’ si alzano i fuochi di sterpaglie verdi, a far fumo e confondere le idee gia’ poco chiare -nel caso idee vi siano…- degli italiani.

Oggi a mezza giornata e’ esplosa la bombetta – Giannino.

Pare che Oscar abbia millantato un titolo che non ha, un Master alla Chicago Booth School of Business. E Luigi Zingales, che li’ insegna, s’e’ adombrato; ha dichiarato che il movimento “Fermare il Declino” non si puo’ permettere simili cadute nel suo esponente principale, che Giannino deve render conto di tutto e prendersi le proprie responsabilita’. Che si deve, in una parola, ritirare dalla competizione.

Ha parlato, Zingales, di accountability. Bel termine inglese, “accountable“: significa piu’ o meno “colui che deve rispondere nel bene e nel male di una certa azione”, e capisco che in italiano non vi sia un sinonimo che la gente si rammenta facilmente (si, perche’ quando Scilipoti e’ il “Responsabile” capite che c’e’ qualcosa di storto, no?). Perche’ qua da noi la norma e’ cercare di scaricare le colpe sugli altri, e cercar di prendersi i meriti che non sono nostri, in un continuo scaricabarile che sembra non aver mai fine. E la politica e’ solo l’esempio piu’ lampante di questo andazzo: se ci fate caso, nessun Governo ha mai la colpa di niente di quel che succede in Italia, e’ sempre demerito di chi c’era prima. Se invece un indicatore economico a caso -per una botta di culo inspiegabile- pare crescere, e’ una corsa a chi dice prima “e’ merito mio!”, anche se si tratta di chi ha governato in chissa’ quale secolo passato.

L’Italia, insomma.

Bene: mentre aspetto pure io che Giannino si discolpi, o che faccia ammenda meglio di quanto ha gia’ fatto sulla home page di “Fermare il declino“, non passa inosservata alle mie orecchie la campagna “tutti merde, nessuna merda” che in pochi istanti han tirato su Berlusconi e i suoi pennivendoli.

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Fra i Manzoni preferisco quello vero: Piero.

Ora, passi l’house organ che strombazza la lettera di ZIngales, passi il Geniale che riesce a sbagliare il nome dell’Universita’ gia’ nel titolo della pagina, passi anche quel criptofascista a collo alto di Cruciani, che oggi ha fatto la trasmissione su questo fatto, manco si fosse scoperto che Oscar e’ in realta’ il Mostro di Scandicci

Passi tutto, dicevo, ma che si metta a ricamarci sopra Berlusconi francamente mi pare troppo, anche per l’Italia. Uno che riesce a smentire se stesso in cinque minuti, uno che e’ riuscito a far passare una mozione in Parlamento secondo cui era credibile che Ruby fosse la nipote di Mubarak, uno che ha piu’ processi che milioni in banca, uno che il falso in bilancio e’ una medaglia, l’evasione fiscale una necessita’, l’abigeato un modo per ottenere una bella porchetta biologica, uno cosi’ che si mette a discorrere perche’ Giannino ha millantato un Master che non ha e’ veramente da prenderlo a sputi fino ad affogarlo. C’e’ chi sostiene che questa mossa (l’ennesima simil-stronzata del nanalfabeta in questa penosissima campagna elettorale) si trasformera’ in un boomerang nelle urne, ma mi pare che questo ottimismo per l’intelligenza degli elettori sia del tutto mal riposto.

Vedremo. Io intanto ribadisco che votero’ “Fermare il Declino”, domenica prossima. Non vedo come l’episodio di oggi possa spostare il mio voto; non di fronte a partiti e politici che da vent’anni fanno molto, molto peggio che millantare un Master alla Chicago Booth. Anche quando non fanno nulla se non mantenere il proprio scranno.

Se si deve giocare a “tutti merde, nessuna merda”, allora giochiamo tutti: mi pare meglio cercare di affogare gli avversari nel guano di Sula, piuttosto che cercare di evitar gli schizzi per mantenersi candidi.

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Barney

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3 pensieri su “Tutti merde, nessuna merda

  1. poetella

    non lo so.
    A me, questi giorni, torna sempre in mente una frase di Platone, bonanima….
    “Le brave persone non si mettono in politica”…
    Bah…
    sono sommamente perplessa…
    (bel blog!) (per questo, niente perplessità)

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  2. Barney Panofsky Autore articolo

    Non e’ che a me le balle multiple abbian fatto piacere, sia chiaro. Pero’ non posso non scindere l’uomo che sbaglia dal movimento che per me rimane sempre quello che -nel panorama politico italico- ha le idee migliori.

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