L’esperimento (??!!!). Ovvero: Let’s go to war

Oggi in rete se si cerca su Google “La Fallace Forza dei Blog” cosi’, tra virgolette, si ottengono 7,400 risultati (in aumento costante, tra l’altro: ieri sera, quando ho abbozzato questa roba, erano meno di cinquemila).

Ma di che sto parlando?

Di un esperimento, come si evince dalla lettura di una delle migliaia di pagine linkate lassu’, pagine che ospitano tutte un –attenzione, le parole sono importanti- comunicato stampa. Non metto alcun link, perche’ veramente non saprei chi prediligere tra tanti.

Comunicato stampa? Intrigante, no? Bene: andiamo un po’ a vedere perche’ questo comunicato e’ stato pubblicato.

Cito direttamente, con mie note tra parentesi quadre:

… L’iniziativa sorge dopo alcune discussioni successive alla fiera della piccola e media editoria di Roma, Più libri più liberi. In una tavola rotonda alla quale erano presenti alcuni blogger e giornalisti, l’AIE presenta la propria zoppicante ricerca di mercato. Si è pensato quindi di rilanciare l’idea, facendola scaturire “dal basso”. I blogger stessi che cercano di definire la propria importanza e il proprio valore all’interno di quel girone infernale che è l’editoria italiana. In data 16 gennaio [2013, nota mia] il progetto ha mosso i primi, timidi passi. Ne è scaturito un vivace gruppo su facebook [immagino chiuso, nota mia] , teso al coordinamento interno, nel quale sono stati invitati alla partecipazione circa un centinaio di blog (numero che si sarebbe ampliato significativamente nell'”ideale”, e ormai irrealizzabile, secondo test).

Quale era l’idea? Ri-cito il comunicato stampa:

Le modalità di partecipazione erano semplici: scrivere e pubblicare una segnalazione/recensione de Il Canto del Cielo (Beat, 2012) [di Sebastian Faulks, nota mia], romanzo scelto perché considerato un ottimo esempio di letteratura, nominato come Best British Book of the Last 25 years e apprezzato a tal punto in suolo britannico da trarne anche una serie targata BBC [si, ma Faulks lavora anche per BBC…, nota mia]. In nessun caso, è bene specificarlo, è stata richiesta la pubblicazione di una recensione falsata, dichiaratamente positiva quand’anche il recensore avesse espresso il proprio giudizio negativo all’opera. Non sono state prese in considerazione le recensioni negative – che rappresentavano l’1% del totale e sarebbero state ugualmente pubblicate per correttezza e trasparenza alla fine del periodo stabilito, ovvero dal 15 febbraio – perché lo scopo di questo studio di settore (nella sua fase embrionale e sperimentale) era valutare il peso della valutazione positiva (sincera e non condizionata) dei blogger sull’andamento delle vendite. L’analisi dell’impatto di giudizi discordanti e spesso sfavorevoli riguardo un determinato romanzo sarebbe stato il punto focale della seconda parte del progetto.

Cioe’, per come posso capire io la cosa, si e’ cercato di fare una operazione di Viral Marketing. Full stop.

Do per assodato che tutti i cento blogger fossero in perfetta buona fede, che nessuno abbia preso un Euro in cambio della partecipazione all’esperimento, che la selezione positiva a monte fosse davvero solo temporanea, che -badalì come son buono oggi- addirittura il titolo del libro prescelto sia apparso in sogno ai cento contemporaneamente, e che l’editore non c’entri una mazza… che insomma l’ingenuita’ di molti navigatori sia genuina.

Ma…

Ma la storia ha una serqua di punti oscuri. Ad esempio, il comunicato stampa l’ha scritto qualcuno, credo. A me pare il parto di un ufficio stampa/ufficio legale di una casa editrice (BEAT? :-)). L’altra ipotesi e’ che i cento si siano coordinati (e questa la vedo poco probabile: siamo in Italia, dopo tutto, e non ci si coordina nemmeno in famiglia immaginati te tra cento sconosciuti su un territorio di milleduecento chilometri… Naaa… Impossibile!). Ecco comunque un altro stralcio:

Lo scopo delle segnalazioni [erano recensioni positive, un minuto fa… Nota mia], invece, era rendere consapevole il lettore della presenza de Il Canto del Cielo in libreria, giacché era stato ampiamente ignorato dal pubblico e dalla critica sul web [ma porca puttana: o sensibilizzare i librai, come fa per esempio Einaudi pompando il libro della stagione in una bella cena elegante -no pun intended- non era piu’ semplice e lineare? Nota mia] . I blogger hanno stabilito un periodo limitato di tempo nel quale pubblicare gli articoli nei rispettivi blog al termine del quale, in collaborazione con la casa editrice, analizzare l’andamento delle vendite de Il Canto del Cielo nel mese precedente, corrente e successiva all’iniziativa. Dati che sarebbero stati resi noti da tutti i blogger partecipanti se non fossero intervenute cause esterne [che sarebbero, di grazia? Nota mia] che hanno impedito il completamento e la riuscita del progetto. Il sentimento comune, tra i promotori del progetto, è quello di amaro disappunto e dispiacere per aver visto travisare, pur dopo attente e lunghe spiegazioni, lo scopo del progetto.

A me sembra che lo scopo fosse duplice: misurare l’influenza dei blogger sui lettori e aumentare le vendite del libro.

Il primo scopo e’ legittimo, anche se un po’ da ganassa -diciamocelo-; ma capisco che risponde ad un bisogno di popolarita’ e di onnipotenza gia’ perfettamente fotografato da Andy Warhol e che oggi -con la rete che sorpassa la TV come medium di riferimento- i dieci minuti di popolarita’ li si possono raggiungere anche scrivendo su un blog.

Il secondo intento e’ pure del tutto legittimo, ma andrebbe dichiarato candidamente, altrimenti non si gioca pulito (che non vuol dire che si giochi illegale, sia chiaro). Se lo scopo NON fosse stato quello di aumentare il numero di copie vendute, ma solo  valutare l’impatto della recensione sulle vendite, avrebbe avuto senso pubblicare TUTTE LE RECENSIONI, incluse quelle negative. Altrimenti si ricade nell’errore (e si: “errore” e’ un eufemismo) in cui incorrono molto spesso (vulg.: sempre) le case farmaceutiche quando fanno i loro esperimenti sui loro nuovi farmaci. Casualmente, anche in quel caso tutti i risultati sono positivi, come documenta questo libro che potrebbe essere un altro volume da recensire. O almeno da leggere :-).

Riguardo poi al numero di recensioni negative: va da se che se i blogger erano 100 e solo l’1% delle recensioni era negativo, il numero di recensioni negative non poteva che essere UNA. Quale drammatica risultanza avrebbe mai potuto avere quall’unica recensione negativa, lo san solo gli altri 99.

La chiusura del comunicato mi sembra assai stizzita:

Non intendiamo raccogliere alcuna provocazione o dare adito a sterili discussioni demagogiche [vulg.: non sapremmo come ribattere, quindi ce ne laviamo le mani, nota mia]; ci auguriamo inoltre che i lettori dei nostri blog capiscano e comprendano le buone intenzioni sottese alla nostra iniziativa. Garantiamo per l’assoluta onestà di qualunque recensione pubblicata riguardo il romanzo sopracitato. Qualsiasi altro chiarimento verrà comunicato, eventualmente, tramite un altro comunicato stampa, diffuso dai partecipanti.

Ovviamente, se leggete i commenti sui blog dei partecipanti all’esperimento, e’ un florilegio di “ma la gGente non ha capito”, “ma questi si credono che noi veniamo pagati”, “ma c’e’ dell’invidia”, con solo alcune timide voci dissonanti.

A me sembra che questo episodio piccolo piccolo confermi come molti di questi blog monotematici stiano degenerando, soprattutto quelli che “partecipano” a circuiti autoreferenziali in cui si entra solo se cooptati, e si rimane dentro solo se si clicca compulsivamente “mi piace” o “condividi”, o anche “dona un rene per la causa di Mr. Blogger”, o “quant’effigo il mio vicino di blog, che dice lo stesso di me ma sicuramente e’ perche’ ci amiamo”.

Corollario delle regole sociali di questo mondo chiuso sono i premi, di cui il Macchianera Blog Award e’ il capostipite, almeno da noi. Tanto da essersi meritato lo sberleffo del contro-premio/presa per il culo, il Minchianera o Nerchianera (NSFW, just in case…). Il problema e’ che il Macchianera B.A. ha figliato miliardi di aborti settimini, che vengono elargiti in giro per la Rete con argomentazioni sempre piu’ discutibili, in un meccanismo di replica piramidale che il Multilevelmarketing gli fa una sega. Non sto a elencare l’universo dei riconoscimenti che i blogger si danno l’un l’altro perche’ di sicuro almeno una volta e’ capitato anche a voi, ma francamente arrivare su una pagina ed essere assalito da ventitre’ bannerini che confermano la capacita’ del blogger nell’uncinetto terzarolato, oppure quant’ebbravo nella preparazione del Ponce alla livornese mi indispone e mi indirizza con il puntatore del mouse verso la parte in alto a sinistra della finestra del browser, quella dove si puo’ cliccare “indietro”. Oppure direttamente dalla parte opposta, alla “x” per chiudere la finestra.

Infine -ma non la cosa meno importante-: siamo in campagna elettorale, e sono vent’anni che un nanetto del cazzo prende per il culo la meta’ esatta degli italiani con tecniche sociali di controllo dei media che i cento dell’esperimento farebbero bene a riguardarsi, se hanno intenzione di replicare la cosa.

Io partirei dalle basi della manipolazione di massa, gli scritti di Giuseppino Goebbels d’una settantina-settantacinque anni fa. E come ripassino piu’ attuale, c’e’ sempre il Contratto con gli Italiani, seguito dall’ascolto di “Working class hero”, cosi’ ci si incazza di piu’…

Barney

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19 pensieri su “L’esperimento (??!!!). Ovvero: Let’s go to war

  1. Pingback: Di ricerche sociali (o di mercato) fallite miseramente - Starbooks Coffee

  2. icalamari

    Di “errore” in “errore” finisce che o si cambia o si chiude (io mi rimetto a vendere pannocchie imburrate in spiaggia d’estate e granite di limone e menta ai margini delle piste innevate d’inverno)…

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Seriamente: se sei uno dei partecipanti, vorresti spiegare meglio la cosa? Perche’ il Comunicato Stampa mi rimanda al PCUS e agli anni ’70 🙂

      Ah, volevo anche commentare il tuo bel post sulla open access literature, ma mi sarebbe venuto fuori un trattato pallosissimo. Ora vedo di ripensarci e di limitarmi 🙂

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      1. icalamari

        Mi dispiace, mi devo essere spiegata male (rischi della stringatezza!), io sono allergica a queste cose. Questa poi, è evidentemente una porcata a scopo marketing e chi ci si è prestato non aveva ben chiaro in che cosa si stesse ficcando.
        Intendevo che i blog a volte sembrano condòmini di cimiteri che si scambiano epitaffi. E ho l’impressione che per forza di cose chi non cambierà approccio contribuirà alla morte del “genere”… Ma oggi, tutto sommato, sono ottimista e non vorrei arrivare a dire tanto. Ops, l’ho detto. 😉

        (Vieni pure a prendere un aperitivo, si chiacchiera quanto ci pare – o finché non mi viene fame -)

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  3. poetella

    post MONUMENTALE!
    (non ti darei nessun premio, comunque. Che ce fai?)

    adesso continuo nello scuriosamente. Tira una bell’aria da ‘ste parti.
    (anzi, continuo più tardi che adesso me devo da’ ‘na mossa. Ché faccio tardi…)

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Grazie per i complimenti. Vado un po’ a ruota libera, scrivo quel che mi viene in mente, a volte anche troppo direttamente (e infatti se scorri indietro di qualche mese troverai un mio fantastico scazzo con un Onorevole che mi minaccia querele a pioggia :-P), spesso troppo velocemente per riflettere sulle conseguenze.
      Sempre, in ogni caso, roba che condivido in blocco con l’omino del mio cervello: sarebbe difficile per me vivere scrivendo recensioni positive a pagamento.

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