Ricordare, perche’ non succeda piu’

Leggo su Usenet una rapida ed amara considerazione di un utente sulla diversa sensibilita’ dei politici verso il giorno della memoria, che sarebbe oggi 27 gennaio.

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Una parte dei libri della memoria che abbiamo in casa. In alto, quello che racconta la strage di Sant’Anna di Stazzema, in basso, il DVD del Treno della Memoria della Regione Toscana. In mezzo, “Maus”, di Art Spiegelmann, primo fumetto a vincere il Premio Pulitzer.

La Merkel qualche giorno fa ha commentato cosi’ il ricordo dell’olocausto:

“La nostra colpa e’ perenne”

a significare che i tedeschi tutti, quelli di oggi e quelli ancora di la’ da venire, porteranno sulle spalle il fardello dei lager e dei forni per tutta la loro vita.

Di contro, il simpatico Silvio qualche anno fa ieri ebbe a dichiarare questo del suo predecessore pelato:

“Mussolini fece bene, sua unica colpa le leggi razziali, ma il confino era una specie di vacanza”

Ora, penso di ripetermi ma raccontero’ un episodio che mi ha segnato molto, successo una decina di anni fa, quando lavoravo da un’altra parte e facevo altre cose. Una di quelle cose era coordinare un progetto di ricerca su un settore produttivo locale, e nostri partner tecnologici erano dei simpatici tedeschi di Baviera (come dire: simpatici come dei napoletani ma produttivi come degli svizzeri) con i quali scorrazzavo in giro per aziende.

Uno di questi giri avvenne in periodo elettorale, eravamo io e Oliver in macchina e ci mettemmo a parlare di politica. Oliver chiese chi avrebbe vinto, secondo me, a quella tornata (era il 2001). Era chiaro avrebbe vinto Berlusconi assieme alla Lega ed a Alleanza Nazionale, e quando glielo dissi Oliver, nel suo italiano accentatissimo da crucco in trasferta disse:

“Da noi una coalizione del genere, con ex fascisti e razzisti dentro, non potrebbe mai vincere, perche’ noi ci ricordiamo“.

Lo disse serio, e secondo me aveva (ed ha) perfettamente ragione. La stessa cosa, piu’ o meno, mi ricordo avvenne cinque anni prima, a una scuola internazionale in Spagna che frequentai durante il dottorato. Li’, i francesi della Savoia con i quali feci amicizia erano preoccupatissimi di una eventuale vittoria della Lega Nord, che essi vedevano peggio di Le Pen. A ragione, se si ha a mente bestie gente come Borghezio.

A volte la storia va affrontata di petto, e bisogna fare i conti con il nostro passato, altrimenti (come succede da noi) rimaniamo cristallizzati in un limbo in cui non e’ successo niente, e nessuno ha colpa di quel che e’ accaduto.

Un paio di lodevoli iniziative per non dimenticare:

Binario 21 (il binario della stazione centrale di Milano da cui partirono per Auschwitz gli ebrei italiani)

Il treno della memoria (treno degli studenti toscani che ogni anno va ad Auschwitz)

 

Barney

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3 pensieri su “Ricordare, perche’ non succeda piu’

  1. Luca

    Caro Barney,

    mai nulla potrà funzionare se si contrapporrà il bene di uno a quello di tutti e di ciascuno. Sia questo “uno” una persona o una parte distinta dal tutti.

    Sono due giorni che sebbene non ci capisca nulla faccio zapping fra i canali tedeschi; e puntualmente vedo in onda film o approfondimenti sul periodo socialdemocratico (alias “nazista”) qui in Germania. E non parlo di canali quali Rai Storia, che tra l’altro sta mandando in onda interessanti, seppur datate trasmissioni (una su tutte “Ritorno ad Auschwitz” con Primo Levi), ma di canali di punta nel panorama televisivo tedesco.

    Mariapaola é appena partita con il Treno della memoria, uno dei due appuntamenti che hai elencato. Credo che sia fortunata; sono momenti da condividere almeno una volta vita.

    Quando stamani ho letto le dichiarazioni di Frau Merkel ho pensato che non ci sarebbero state parole migliori da essere pensate e dette.
    La condanna di quel lunghissimo periodo storico che ha visto la partecipazione all’orrore non di un solo uomo, ma di un intero popolo, deve essere netta, senza alcunché che possa dar adito a equivoci o dubbi.

    A presto.
    Ciao.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Ciao, emigrante 🙂

      Concordo sull’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Io andai a Dachau anni fa, approfittando di una mezza giornata libera durante una trasferta. Ma l’esperienza piu’ importante e’ probabilmente quella che tra qualche anno sara’ impossibile da fare: parlare con i sopravvissuti, con quelli che l’orrore l’hanno vissuto in prima persona e portano ancora addosso le cicatrici dell’esperienza.

      A presto!

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