Call me maybe (ma anche no, ecco…)

Stamani eravamo tutti a letto, causa terremoto di ieri che ha fatto chiudere per eccesso di prudenza le scuole di ogni ordine e grado. A letto alle nove di sabato mattina, che non e’ poi tutto quello scandalo ma insomma: aiuta a riprendersi dalle fatiche della settimana e a fare scorta di sonno per i giorni a venire. Bene, alle nove squilla il telefono e nel dormiveglia riesco a capire che di vero telefono si tratta, e non di sogno.

Mi alzo di corsa, corro alla ricerca dell’apparecchio che -nel frattempo- e’ gia’ stato afferrato da S., il figlio di mezzo (come la Terra di Mezzo, ma piu’ complicato).

S. risponde, mi guarda e mi passa l’apparecchio bofonchiando qualcosa.

E’ il mio turno: “Pronto?”

“Si pronto, sono Michaela e stiamo facendo sondaggio su onde elettromagnetiche. Quanti anni ha?” (il tutto pronunciato da una voce che penso familiare, con spiccato accento russo: mi ricorda altre telefonate simili che volevan sapere di gatti, automobili, televisioni e altre merci).

 

In cinque secondi accendo il cervello, e rispondo come sempre:

“No, guardi, non mi interessa, la ringrazio di tutto e buon lavoro”.

La mia amica Michaela ha gia’ buttato giu’ il telefono al “la ringrazio”, oramai e’ abituata a ben altro trattamento: chissa’ quanti, alle nove del sabato mattina, l’hanno mandata direttamente affanculo o peggio. Ma lei -tetragona a tutto e a tutti- continuera’ per tutto il giorno a chiedere alle sue ignare ed inconsapevoli vittime se vogliono partecipare al sondaggio sulle onde elettromagnetiche.

Tremo al pensiero di cosa puo’ comportare, alla fine, il rispondere alle domande della Michaela: l’acquisto inconsapevole di milioni di “coccinelle” per cellulare, o chissa’ quali fantasmagorici misuratori di elettrosmog, o -meglio!- di disgiuntori di rete.

In ogni caso, e consapevole della crisi che c’attanaglia tutti, vorrei suggerire a Michaela e alle sue colleghe russe-ucraine-serbe (maanche italiane, se ancora ve ne sono…) una semplice strategia per massimizzare il risultato finale: NON chiamate durante il fine settimana, NON chiamate poco prima dell’ora di cena, NON insistete se qualcuno vi dice di no. I numeri sono dalla vostra parte: con mille chiamate al giorno, tre o quattro leghis coglioni li raccattate di sicuro, e questo vi basta per andare avanti.

Un ulteriore suggerimento e’ tener traccia dei proprio insuccessi, e marchiare con la stella gialla dell’infamia sionista (siam vicini alla giornata della memoria…) quegli abbonati che v’hanno rifiutato financo la spiegazione delle mirabili proprieta’ del microonde che avete in catalogo.

Tutto cio’ per dire che io non sono esattamente un buon cliente, ecco.

 

Barney

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2 pensieri su “Call me maybe (ma anche no, ecco…)

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