Drum & Bass, cioe’ Moon ed Entwistle

Ci sono cose che nella vita ti capitano e tu a distanza di anni ti chiedi come mai.

Non robe importanti… magari stupidaggini, cosette da nulla…

Come ad esempio il fatto che la tua band preferita, da quando avevi quattordici anni, sono  i “Who“. Non e’ che all’inizio degli anni ’80 del millennio scorso ci fossero alternative clamorosissime, ma s’era in aperta campagna, in piena febbre del sabato sera, e la discomusic impazzava dappertutto. Gli alternativi ascoltavano De Andre’, le bimbe ripiegavano sul piu’ romantico Baglioni o su Renato Zero. Io, veramente, non ricordo come finii ad innamorarmi di questi quattro inglesi, ma ricordo che uno dei primi dischi che comperai da solo, fu “Face dances”, il primo LP della band senza Keith Moon, il “drum” del titolo.

the-who-face-dances

La riga finale della cover, che ritrae i quattro musicisti in varie interpretazioni di pittori contemporanei, ritrae Kenney Jones, il batterista di quel periodo non certo eccelso (per i non fans: dall’alto in basso abbiamo Pete Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle, Kenney Jones). Infatti il disco non e’ un capolavoro, ma poco dopo comperai “The kids are alright“, un doppio che raccoglieva la colonna sonora di un documentario sui Who. Bella cover anche quella, e contenuto musicale eccellente:

thekidsare

Da questo disco prende spunto questo sproloquio, perche’ qualche giorno fa mi sono imbattutto in questo video:

Si deve avere pazienza: si inizia a sentire qualcosa vicino ai due minuti.

E quello che si sente e’ solamente la linea di basso -del basso di Jonh Entwistle- di questo famosissimo pezzo qua:

I due video sono dello stesso brano e servono a far capire come Entwistle, che e’ stato uno dei piu’ significativi bassisti della storia del rock, tenesse assieme il sound di una band di scapestrati totali. Spesso la linea di basso di Entwistle sopravanzava e cadenzava la selvaggia e indisciplinata batteria di Keith Moon, che morira’ di li’ a pochi giorni di overdose. Townshend e Daltrey si dividevano il ruolo di frontman, l’uno demolendo chitarre ed amplificatori, l’altro roteando microfoni come fossero lazos.

Dietro di loro, in penombra, immobile, c’era sempre Entwistle ed il suo basso pesante e metallico.

Godetevelo perche’ merita, come merita questa versione di “Won’t get fooled again”, registrata -come Baba O’Riley di poco sopra- appositamente per il documentario e con un Keith Moon in gran spolvero:

 

Ora come ora c’e’ poca gente con la loro energia.

 

Barney

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