Ricordi di una estate

In ordine sparsissimo, quel che mi resta di questa torrida stagione:

  • Gli unici libri da leggere sono quelli che si intitolano “Cinquanta sfumature di x“, con x uguale a qualche cazzo di colore a caso. Mai vista tanta uniformita’ libresca in posti come piscine pubbliche, spiagge, megastore librari, chiese e moschee. E il 95% dei lettori era di sesso femminile…
  • Nei paesini sperduti dell’appennino toscoemiliano la merce piu’ richiesta dalle donnine del posto sono i lumini da cimitero. Memento mori.
  • La moda di chiamare con nomi evocativi gli anticicloni caldi e’ una puttanata tirata fuori da un tizio che gestisce un sito di meteorologia. Non lo nomino perche’ ha gia’ rotto abbastanza con Satana, Azrael e Chtuluh. E’ inutile dire che la trovata ha fatto immenso piacere ai giornalisti italiani, che hanno potuto scrivere pezzi in automatico per due mesi buoni.
  • La benzina costa sempre di piu’, e anche qua non credo sia necessario dire che oggi il barile di petrolio vale 95$ e spiccioli, ben al di sotto dei picchi oltre i 120$ di qualche decina di mesi fa. Inutile anche dire che la quotazione di oggi e’ identica a quella di gennaio 2008.
  • Sembra non si possa vivere senza un tatuaggetto, o senza depliarsi completamente (la combo e’ ovviamente giocatissima). Mi spiace, ma oltre a non piacermi esteticamente ne l’una moda ne’ l’altra non ho i soldi ne’ per radermi il pube, ne’ per tatuarmi un dragone cinese sulla schiena. Che poi, gia’ si vedono i primi sessantenni d’ambo i sessi che sfoggiano dipinti astratti che paioni gli orologi di Dali’ tanto colano su pelli oramai senza tono. Prego per non trovarmi mai davanti ad un piercing capezzolare esposto su una/un settantenne…
  • “La fine e’ vicina”, ci dice Mario Monti. Si, grazie, ce lo segnamo… Anche se in molti lo sospettavano.

Tra le cose da leggere prima di rimbambire aggiungo -ad uso dei miei tre lettori- i seguenti fumetti:

  • Blankets“, di Craig Thompson. Una storia d’amore autobiografica ed adolescenziale nella fredda provincia americana, un delicatissimo romanzo di formazione disegnato con un tratto moderno ma che ricorda la linea chiara belga. Un capolavoro, veramente.
  • Tutto quello che ha scritto e disegnato Gipi. Se non sapete da dove cominciare, “Appunti per una storia di guerra” e’ meglio di “La mia vita disegnata male“.
  • Berlin“, di Jason Lutes. Enorme affresco che racconta la vita al tempo della Repubblica di Weimar, parlando di persone e facendo parlare le persone. Si avverte l’ineluttabile ascesa del nazifascismo, come unico sbocco ad un periodo assurdo. Un pezzo di storia raccontato con immagini e atmosfere credibili.

La chiusura non puo’ che essere la riproposizione di Gipi che disegna su “Le petroliere” di Vasco Brondi:

Barney

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