Due o tre amici, una ragazza e una chitarra [che suona dolcemente da molto tempo]

Ho gia’ raccontato della storia d’amicizia e d’amore che ha legato per decenni George Harrison ed Eric Clapton. Oltre allo strumento, i due condividevano l’amore per la stessa donna, che in periodi diversi e’ stata moglie sia del chitarrista dei Beatles, che di Slow Hand.

Layla” e’ la canzone che Clapton (sotto falso nome) incise come pegno d’amore per Pattie Boyd, che anche per questo lascio’ brevemente Harrison per sposare ManoLenta.

Ma non volevo mica parlare di questo! In realta’ l’introduzione serve per parlare di “While my guitar gently weeps“, canzone che Harrison compose quando ancora suonava con i Beatles, e che in miliardi hanno poi rifatto negli anni.

Di queste versioni alternative volevo scrivere.

Una, celeberrima, vede George alla voce e alla chitarra di accompagnamento, Ringo Starr alla batteria e … Eric Clapton alla chitarra solista. Siamo a New York, l’anno e’ il 1971 e il concerto e’ il famoso “for Bangladesh”, tirato su da George come primo esempio di mega evento di beneficienza per raccogliere fondi. La versione del brano incriminato e’ questa qua:

Anni dopo un semisconosciuto canadese cieco, che suonava la Stratocaster tenendola sulle ginocchia, incise questa sublime versione:

Poi c’e’ stata la cover di Carlos Santana, niente male davvero:

La versione dei Toto, assai famosa e suonata anche qua da noi la scorsa settimana, non mi piace per nulla e non la metto.

Quella che ho lasciato per ultima e’ secondo me la migliore.

L’anno e’ il 2004. Si celebra l’introduzione di Harrison nella Hall of Fame. Sul palco ci sono Tom Petty e gli Heartbreakers, una controfigura di Macca al piano, Jeff Lynne degli E.L.O. (chi ha meno di quarant’anni non li conoscera’…), Dhani Harrison alla chitarra acustica e, dal minuto 3,30, uno spettacolare Prince. Che spara uno degli assolo di chitarra piu’ belli -secondo me- della storia della musica. Soprattutto perche’ mi da’ l’impressione di divertirsi tantissimo a suonare quelle note, e non sembra mai far nulla di particolarmente difficile. Eccolo qua:

Insomma, il pezzo e’ oramai storia. Harrison e Clapton sono chitarristi riconosciuti. Prince, invece, molto meno: l’istrionico gnomo di Minneapolis e’ piu’ cantante-performer, nell’immaginario collettivo, che strumentista. Eccolo, a smentire questo luogo comune, nella classicissima “Purple rain”, live di qualche decennio fa:

Barney

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