Diciotto

La prima fila e’ di tre, interi.
Si inizia da un lato, si mette un po’ di cemento, e si posano i mattoni.
La seconda fila prevede due mattoni interi e due mezzi, messi ai lati, cosi’ da sfalsare i blocchi e assicurare una tenuta migliore.
La terza fila ripete l’impianto della prima, e si va su su sino all’ultima.
In genere l’ultima non permette l’inserimento d’un mattone intero, e allora si deve procedere a spezzarlo nella parte forata, per abbassarlo di quanto necessario a chiudere in alto l’ultima luce.

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Pezzi di mattone sono utili a chiudere i fori rimasti qua e la, poi l’ennesimo secchio di cemento che il manovale porta al piccolo muratore viene utilizzato per intonacare la parete appena terminata.

Diciotto mattoni disposti in sei file di tre, alcuni interi, altri ammezzati.
Poi, uno strato liscio e grigio di cemento a rifinire.

Sopra, un cartello provvisorio fermato ai bordi da quattro palettate residue di cemento ci ricorda che li’ dietro, dentro il loculo, c’e’ Paola.

Quando mi chiamano per andare a prendere il treno e venire in trasferta a Roma mi prendo due minuti per piangere, voltato verso un loculo vuoto in un angolo, in questo cimitero triste e pieno di Marie e Luigi, nati nel 1932 o nel 1944, e morti nel 2010 o 2011.

Ma c’e’ la macchina fuori che ci aspetta; appena il tempo di salutare il marito e poi di corsa alla stazione.

Noi, che possiamo permetterci il lusso di vivere.

Barney

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Un pensiero su “Diciotto

  1. Ijk_ijk

    In questi anni mi è venuto spesso in mente questo tuo vecchio post. Mi son trovato, aimè, molte volte a contemplare la posa dei mattoni o meglio lastre prefabbricate in cemento.
    Forse non si esaurirà mai il mio stupore nell’osservare come la mente umana riesca in momenti di profondo dolore a focalizzarsi su dettagli insignificanti pur di elaborare qualcosa e dimostrare di esserci ancora dopotutto.
    Tu hai tenuto la contabilità spaziale dei mattoni, altri avranno notato il vastito dell’operaio e se aveva la camicia stirata, altri altro.
    Forse vivere è proprio questo, il lusso, come dici tu, di permettere alla nostra mente di funzionare malgrado a volte ne faremmo volentieri a meno.

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