Strange days

Succedono cose strane, in rete, in questi tempi di crisi.

Succede, ad esempio, che il mio post sul film indie “Bloodline“, che come sempre scrivo qua (leggasi “su Posterous”) e che replico anche la’ (leggasi “su Blogger”) e la’ (ovvero “su WordPress”), oltre che laggiu’ (ossia: Facebook) e la’, in fondo alla strada (Twitter) ottenga attenzioni incredibili sulle piattaforme sulle quali replico i miei deliri, mentre qua non se lo fila nessuno.

E’ questa la riprova abbastanza sicura che ogni piattaforma ha la sua audience (s)elettiva. Posterous se lo fila pochissima gente (e’ spartano, e’ funzionale, e’ personalizzabile ma fino a un certo punto… Pero’ ha delle ficiurs che Blogger e WordPress possono solo sbavarci dietro, e Twitter ha dovuto comperarselo, non so se rendo l’idea), di una certa eta’ e d’un certo tipo, Blogger e WordPress sono sicuramente molto piu’ mainstream e dirette a un pubblico meno esigente da certi punti di vista, e molto piu’ esigente da certi altri. E no: non sto dando giudizi di merito, sia chiaro: faccio solo notare l’ovvia differenza tra bacini di utenza.

La-casa1

Non dico che Sam Raimi e’ meglio di Edo Tagliavini. Pero’ lo penso.

Succede anche che chi commenta su Blogger e su WordPress lo stesso identico post che potete leggere cliccando sul link lassu’, sia di un unico tipo: persone che -al contrario di me- hanno adorato il film, e mi riprendono -o, direttamente, mi insultano- per la mia caustica e sboccata recensione.

Voglio qua rassicurare -o tarpare le ali, a seconda dei sentimenti- i commentatori del mio post su Bloodline: non vi preoccupate, non me la prendo assolutamente per i vostri giudizi impietosi ne’ per le vostre reprimende a senso unico; quello che mi perplime e’ il vostro “indignarvi” per il mio giudizio diretto (dire “fa onco ai bàchi” e’ peggio che dire “non m’e’ piaciuto”? Secondo me c’e’ poca differenza…), e ancora di piu’ il ribattere con stereotipi da velina dell’Istituto Luce a quel che scrivo.

Mi spiego meglio (o cerco di farlo, non e’ detto che ci riesca): se la mia critica, oltre che contenere un generico “fa schifo al majale” (che c’e’, sia chiaro) si articola nel definire perche’ a mio avviso il film e’ scarso (politically correctness is my rule, tonight), e cerca di spiegare cosa non mi e’ piaciuto (a me spettatore) della proiezione, non mi si puo’ ribattere con un “beh, non hai colto l’ironia”, oppure con “Cristo, hai mancato d’apprezzare la commistione di generi”, o altre frasi da lancio ANSA che supportano il film. Non ci credo, ragazzi: siete falsi come dentiere, come monete da tre Euro, come le lacrime di un Berlusconi qualsiasi. Avete una vostra idea? Svisceratela, cribbio!

Io accetto -l’ho scritto a tutti- il fatto che il film sia piaciuto a molti; i commentatori devono pero’ accettare che a me abbia fatto schifo, e che lo dica, che m’ha schifato. E che dica perche’. E’ talmente banale che mi fa quasi tenerezza scriverlo.

E -tornando al topic- stupisce leggere in rete una serqua di identiche recensioni su millemila siti, in cui si salva l’operazione con tanti “se” e tanti “ma” (ovvero: si critica il film, mappero’ considerato il budget, e il regista che e’ cambiato in corsa, e le sole quattro settimane di girato, e via e via…). Poi, pero’, trovi anche voci dissonanti tipo questa qua, che pur dando quattro stelline su cinque (???!!!!!) al film chiude cosi’:

Ben si conoscono in quali acque agitate naviga il cinema indipendente e quanta fatica facciano gli autori e chi li sostiene per portare alla meritata considerazione i propri film. Bloodline non aiuta affatto questa meritata ascesa, anzi, più che indipendente questo film andrebbe definito “amatoriale” per l’infantile uso delle tecniche di fotografia e ripresa: troppi sarebbero gli esempi che confermerebbero la tesi di un film immaturo, dettato da eccessivo entusiasmo e poca perizia. Senza perdere tempo ad elencare le “citazioni” in tale opera, è ben chiaro che il film in analisi si avvale di troppi stereotipi, il che fa presagire una poca capacità di scelta degli elementi centrali, forse dettati dalla smania dell’autore o per voler raccogliere il “meglio” del cinema horror per vendere maggiormente il prodotto finito.

Il cinema indipendente è sempre da lodare per il proprio coraggio e per la passione che esso muove; ma in questo caso sarebbe stato meglio porsi coraggiosamente dei limiti per non trasformare il tutto in un melting pot di dubbio gusto.

E’ paradigmatico leggere i commenti alla recensione, soprattutto l’ultimo di Veronica Vituzzi che faccio completamente mio. Come e’ paradigmatico leggere su MyMovies (che per sua natura e’ sempre tenero con le pellicole…) il giudizio del recensore che mette in luce le ombre della pellicola.

Poi, meno male che c’e’ anche qualcun altro che la pensa piu’ o meno come me:

 film inguardabile, penoso…una vera fetecchia!!! assolutamente da evitare per non perdere 1h30min del vs prezioso tempo…voto 4

Infine, se lo spettatore lucchese mi legge: sappia che circolano voci secondo le quali la pellicola e’ stata presa dal Circolo del Cinema in bundle con altre, perche’ interessavano le altre pellicole: in pratica e’ stata imposta dalla distribuzione. Cosi’ dicono fonti informate sui fatti, che sono assolutamente incontrollabili, ma d’un certo rilievo. Forse…

Barney

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...