Il marketing che vuole vendere un sogno (e NON fottervi il cervello…)

Qualche giorno fa discutevo elettronicamente con un ex collega -ora pesantemente coinvolto in un $enorme$ progetto di ricerca internazionale- dell’importanza della divulgazione, verso il pubblico generalista, del rapporto costi/benefici delle grandi imprese tecnologiche.

La gGente, infatti, percepisce molto facilmente il costo complessivo della ricerca (perche’ magari glielo dice un giornalista): e’ un numero, spesso molto grande, buttato li’ senza pietre di paragone ne’ risultati attesi e impatti sulla popolazione. Difficile e’ convincere il pubblico che quei soldi frutteranno esponenzialmente in conoscenza, miglioramento del tenore di vita, aumento della sicurezza e via dicendo.

Dire che ITER costera’ DIECI MILIARDI DI EURO (forse, ma e’ probabile ne costera’ molti di piu’…) fa una certa impressione, cosi’ come dire che la missione BepiColombo, che dovrebbe portare due sonde in orbita attorno a Mercurio, e’ stata recentemente “aggiornata” come costi a un miliardo e quattrocento milioni di Euro. C’e’ la crisi, i soldi mancano, e sprecarne cosi’ tanti in ricerche di cui non si comprende appieno la portata e l’impatto sulle nostre vite e’ visto dalla massa come una bestialita’.

E’ inutile far notare come molte delle persone che sbraitano e ululano allo spreco di milioni di Euro sarebbero piu’ che ben disposte a chiudere entrambi gli occhi, se quelle stesse cifre finanziassero la fusione fredda, la ricerca sull’omeopatia e la realizzazione della raddrizzatrice automatica di banane. Cosi’ come e’ inutile sottolineare che con una missione spaziale ci si fanno una decina di chilometri di autostrada, se va bene.

Piu’ utile mi sembrano iniziative come quella che vedete qua sotto. E’ un videoclip in cui un famoso astrofisico perora la causa dell’esplorazione spaziale in un modo che non penso possa lasciare indifferenti:

Paolo Attivissimo ha tradotto il discorso di Neil deGrasse Tyson, cosi’ che tutti possano godere del messaggio davvero bello, e pensarci un po’ su.

Ovviamente, il ricercatore riempie di retorica e di luoghi comuni i cinque minuti di speech, ma credo che il messaggio finale sia corretto, alla fine.

 

Barney

2 pensieri su “Il marketing che vuole vendere un sogno (e NON fottervi il cervello…)

  1. ZH

    Paragoni…Dal solito discorso di JFK:To be sure, all this costs us all a good deal of money. This year¹s space budget is three times what it was in January 1961, and it is greater than the space budget of the previous eight years combined. That budget now stands at $5,400 million a year–a staggering sum, though somewhat less than we pay for cigarettes and cigars every year. Space expenditures will soon rise some more, from 40 cents per person per week to more than 50 cents a week for every man, woman and child in the United Stated, for we have given this program a high national priority–even though I realize that this is in some measure an act of faith and vision, for we do not now know what benefits await us.

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  2. Barney Panofsky

    Costa molto, come diceva JFK, ma rispetto a cosa? Rispetto al bilancio militare e’ una sciocchezza (e tra l’altro molto di cio’ che si fa in ambito spaziale, oggi, E’ militare. A partire da quel che fa ASI). Rispetto a quel che l’uomo impara, pure.E’ che non c’e’ piu’ la visionarieta’, manca il coraggio di investire nel futuro. A meno che non si tratti di hedge funds, o di CDS…Barney

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