Come un true believer e un medioman si pongono di fronte a questioni complesse (ovvero: corsi di recupero per amanti della fuffa)

Stasera, fuffa nuova, di ottima qualita’, gia’ data in pasto ai Monaci della Chiesa Diaccia Marmata degli Ultimi Giorni con discreto successo. E’ roba “NASA certified” (ovvero, per chiarire: ci sono un due-tre persone alla NASA che studiano queste cose), e’ roba presentata ad una conferenza importante e seria (vulg.: sono riusciti a ottenere una stanzetta e a organizzare un pomeriggio con quattro presentazioni-quattro di roba da urlo), ossia la Nuclear and Emerging Technologies for Space 2012 (side event della 43° Lunar and Planetary Science Conference), che ho saputo tardi che c’era senno’ era interessante parteciparci, e’ roba che va contro la scienza mainstream quindi, per la proprieta’ transitiva del fuffaro, e’ sicuramente la vera verita’ rivelata.

Prendiamo un articolo dal mazzo dei quattro lavori presentati nella sessione “Advanced Concepts: LENR, Anti-Matter and New Physics” (il nome e’ tutto un programma), e analizziamolo un minimo almeno nella parte iniziale.

Scegliamo ad esempio questo articolo qua, che parla di propulsione spaziale e quindi potrebbe essere potenzialmente di estremo interesse per me e l’omino del mio cervello:

Il titolo e’ intrigante, e in italiano suona cosi’: “Fisica della propulsione avanzata. Come imbrigliare il vuoto quantistico

Cosa sarebbe il vuoto quantistico? E come lo imbrigliamo?

C’e’ l’articolo apposta, vediamo di che si tratta, almeno in qualche punto poi ve lo leggete da soli, eh?

Nel commentare brani dell’articolo faro’ un uso smodato di questo documento, (cui mi riferiro’ come “Documento Applicabile 1”, o in breve DA1) e di quest’altro documento, (ovviamente sara’ DA2) mirabilmente tradotti in italiano dall’originale inglese da quel buon uomo di Leonardo Serni, insigne frequentatore di tutte le peggiori bettole della Rete da tempi immemorabili (chi dice da poco dopo il Diluvio Universale, chi piu’ prosaicamente ritiene che il Serni abbia partecipato alla primissima riunione in cui venne definita ARPAnet).

L’introduzione dell’articolo, tradotta a braccio, suona piu’ o meno cosi’:

Le proprieta’ del vuoto quantistico [1] possono essere utilizzate per far muovere un’astronave? L’idea di spingere il vuoto non e’ nuova, in effetti l’idea di un “motore ramjet quantistico”[2] e’ stata proposta per la prima volta da Arthur C. Clark [3]  (colui che ipotizzo’ i satelliti geosincroni di comunicazione nel 1945) [4] nel libro “Canti della Terra lontana” del 1985: (qua ci sta la citazione di un brano del libro. Che, lo ribadisco, e’ un romanzo di fantascienza) [5]…

Quando questo problema viene approcciato dal punto di vista strettamente classico (credo si intenda “con la scienza mainstream”), la risposta alla domanda (che -lo ricordo- era “Le proprieta’ del vuoto quantistico si possono usare per far muovere un’astronave?”) non puo’ che essere “no”, visto che non c’e’ massa che viene espulsa per conservare il momento. Ma la Elettrodinamica Quantistica, o QED, [6], che ha predetto osservazioni poi verificate con la precisione di 1 su dieci miliardi [7], predice anche che il vuoto quantistico non e’ vuoto…

Poi vi sono accenni ad osservazioni casuali (vulg.: mai piu’ ottenuti, quei risultati. Maledizione!) ottenute nel 1948 da Willis Lamb, e infine il pezzo da novanta. L’effetto Casimir. Che e’ una roba affascinante, ma ha il piccolo problema d’essere un effetto ridicolmente inadatto a muovere alcunche’. E per spiegare come l’Effetto Casimir possa far muovere un’astronave, i simpatici ricercatori di NASA sono costretti a tirar dentro anche lo stupefacente Effetto Unruh, di cui manco si sa se e’ confermata l’esistenza (la maggioranza dice di no, e nessun esperimento ha mai confermato l’effetto in maniera definitiva).

E’ roba di fisica teorica ai massimi livelli, che data in mano a ingegneri sperimentali non puo’ che portare alla nascita di robe assolutamente non convincenti per non dire “bestialita’ sesquipedali”.

Si termina l’articolo teorizzando un Q-Thruster (un motore Quantico, ovviamente), che sulla carta e usando una fisica “estrema” ma comunque stirata ben oltre i limiti della teoria, forse dovrebbe riuscire a produrre effetti visibili. E se mi fai mettere un bel reattore nucleare sull’astronave (che col “motore” son QUARANTA tonnellate…), in 70 giorni t’arrivo a Saturno.

Ora forse si capisce perche’ la prima citazione era di Arthur C. Clarke…

 

 

Note

[1] Come infatti ci spiega DA1 al punto 10. … “Usate la parola “quantistico” in una frase, anche se avete solo una vaga idea di cosa significhi. Per un effetto ancora più impressionante, usatelo come aggettivo della vostra superstizione favorita (per es., rabdomanzia quantistica: sentite come suona serio?). Disseminate liberalmente i vostri discorsi di riferimenti all’universo olografico e di cardinalità transfinita, livelli vibrazionali e campi di risonanza gastrica”

[2] Non vi interessa veramente sapere cosa sia un ramjet. Se proprio volete vederne uno potete andare qua. E in ogni caso a noi interessa che il punto 7. di DA1 qua applica perfettamente, direi. No?

[3] Si, e’ scritto proprio “Clark”, potete controllare. Ora, secondo il credo del fuffaro (la riga 7 di DA2 ci viene incontro come un treno ad alta velocita’), storpiare o citare in maniera sbagliata i nomi di personaggi importanti e’ indispensablie per i fuffari seri e professionali. La scusa che c’e’ stata un’interferenza (il punto 37. di DA1) non si applica qua, trattandosi di articolo di ingegneri aerospaziali della NASA che cita Arthur C. Clarke, non Fabio Volo.

[4] Qua viene buono il punto 47. di DA1, con lieve aggiustamento. Si cita infatti uno scrittore di fantascienza per una sua idea giusta e tecnologicamente avanti espressa pero’ circa settant’anni fa. Clarke oltre ad avere sicuramente anche detto delle puttanate in questo periodo (sino a quando non e’ morto, dico) faceva un altro mestiere, invece che lo scienziato: scriveva libri di fantascienza.

[5] E infatti DA2 riporta “Per ogni utilizzo di lavori di fantascienza come se fossero fatti concreti”

[6] goto [1]

[7] Chiedersi quali fatti e’ in grado di predire la QED con quella precisione e’ ovviamente un plus, che identifica subito lo scettico rompicoglioni mainstream. Il fuffaro e’ sazio dopo aver letto “dieci miliardi”. Fossero anche noccioline americane, chissenefrega? Non so se hai capito: DIECI MILIARDI!!!!

 

 

Barney

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