Non ci son discussioni: i grandissimi problemi nazionali, oggi come oggi, sono questi qua.

Su, dai… lo sapete tutti, di che sto parlando! Non ci sarebbe nemmen bisogno di rimarcarlo, non fosse che:

  • sono stanco per fare altro che scrivere,
  • oggi sono riuscito a consegnare il lavoro ben un’ora prima della deadline, e -contestualmente-
  • ho dovuto tenere a freno telefonicamente Mrs. Panofsky, incazzata come una biscia perche’ i vigili urbani avevano gentilmente portato ad un garage qua vicino la nostra auto, che io avevo parcheggiato in un luogo dove pare non si potesse [1].

Insomma, con lo spread a men di 300 punti, la disoccupazione sotto il 20%, l’inflazione che viaggia al 3,3% ma dice che e’ solo colpa del petrolio, gli stipendi italiani che rimangono piu’ alti solo di quelli bulgari ma giocando la combo con le tasse svedesi siamo nel bottino… insomma il grandissimo tema di discussione, quello che impegna alla dichiarazione virgolettata, all’esternazione meditata e alla semplificazione educativa i nostri politici e’…

IL MATRIMONIO TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO.

Nei giorni scorsi si sono ascoltate sull’argomento cruciale e cogente le stronzate partorite da menti illustri come Domenico Scilipoti, Carlo Giovanardi, Vittorio Sgarbi, Carlo Casini (che non e’ Gianfry Casini, e non son manco parenti) e di sicuro ne dimentico qualcuno, ad esempio Rosy Bindi che ha puntualizzato la sua posizione a latere degli interventi dei suddetti maitres a penser della destra ultra cattotalebana italiana. Mancano all’appello alcuni calibri da novanta (Walter Veltroni, per dirne uno, che sta sicuramente elaborando un commento tranchant, del tipo “Bene i gay, maanche gli eterosessuali, e chi sono io per giudicare male i coprofili e i sadomasochisti in latex?”; tutti i leghisti, cui deve ancora essere spiegato bene che “omosessuale” equivale a “busone” in bolognese stretto; qualche ciellino di ritorno e molti ciellini-OpusDeireñi stanziali).

Tutto questo perche’ in un paio di giorni abbiamo avuto un pronunciamento di indirizzo del Parlamento Europeo e -proprio oggi- una sentenza della Cassazione che pone le basi per un futuro riconoscimento delle unioni omosessuali. A me paiono cose normali, che non dovrebbero nemmeno essere discusse tanto riguardano liberta’ individuali che non ledono assolutamente le liberta’ degli altri. Ma tant’e’, siamo in Italia… E allora, Scilipoti ha pensato (oddio… “pensato” e’ un overstatement) che fosse indispensabile rammentare che due uomini che si amano avranno rapporti sessuali anali, che non va bene per nulla, perche’ non si fa. Ma la stessa cosa tra un uomo e una donna, allora si, e’ ammessa (se avete tempo, ecco qua l’.mp3 de “La Zanzara” di ieri, con tutto questo e molto di piu’). Mi manca la posizione dell’illustre olista riguardo al sesso tra due donne, magari devo solo cercar meglio tra le puttanate che il viscido nano grasso (si, sono razzista. Ma il mio e’ un giudizio politico, si badi bene!) ha vomitato in questi mesi. Oppure, Carlo Casini che ci dice che l’omosessualita’ diffusa a macchia d’olio sarebbe la fine della civilta’ umana, uguale all’ecatombe nucleare (toh, non ci credete, eh? E allora ecco un altro .mp3!).

Lasciamo da parte Sgarbi, che tanto spara sempre le solite stronzate, e chiediamoci come mai c’e’ da noi questo terrore da parte di certi cattotalebani destrumani riguardo all’omosessualita’. Che poi, in realta’ si tratta di assoluto panico per l’omosessualita’ maschile, e di tremenda avversione per baci, sesso ed effusioni amorose solo tra maschi. Le donne, se proprio vogliono, son tollerate; e si esemplifica sempre, se si vuole esternare sull’argomento, sui due giovanotti che si sbaciucchiano in una qualsiasi piazza d’Italia.

Certamente vivere di fatto in una semi-teocrazia aiuta a reprimere -anzi: addirittura spinge decisamente verso-  le espressioni di liberta’ individuale quali -tra tutte- la sessualita’ di ciascuno. Il fatto che vi sia sempre, nei farneticanti discorsi di queste capre ammaestrate, l’accenno alla procreazione -impossibile nei rapporti omosessuali- e’ ulteriore argomento di riflessione: la donna (esclusa ovviamente da qualsiasi possibilita’ di carriera nella teocrazia cattotalebana) deve esser ridotta a fattrice e compagna del maschio dominante. Altro ruolo non se ne vede.

E l’uomo non puo’ certo permettersi di avere un rapporto alla pari con un suo simile, perdio! La schiava, ci vuole, per lui!

Si osservi poi l’ossessivo ricorrere alla descrizione del culo e dei suoi variegati usi (cfr. Dante Alighieri, Divina Commedia) ad aggiungere dileggio e oltraggio nei confronti degli omosessuali maschi. E’ veramente incredibile come questi maestri del pensiero liberale siano ossessionati dal sedere, quasi a testimoniare la loro impossibilita’ a superare la fase anale di freudiana memoria.

Tutto cio’, me lo si lasci dire, fa decisamente schifo.

E lo fa ancor di piu’ quando un coglione lampadato come Angelino Alfano usa l’argomento delle unioni omosessuali come spauracchio elettorale. Fa schifo al cubo sia perche’ si rivolge ad una larga fetta di coglioni come lui (il che ci dimostra come il nostro paese li attiri, i coglioni, come la calamita attrae la limatura di ferro), sia perche’ e’ un argomento che non riesco a definire se non “razzista”. Perche’ se oggi si accetta che l’unione tra due persone dello stesso sesso non sia normale, cosa ci impedisce di ritornare a vietare i matrimoni tra bianchi e neri?

Anche in questo la storia non c’ha insegnato nulla: ad Auschwitz assieme agli ebrei gasavano gli omosessuali.

Comunque, i cattotalebani da sbarco diano un’occhiata qua sotto: e’ la mappa dell’Europa in cui sono evidenziati i paesi che permettono unioni civili tra persone dello stesso sesso. L’Italia e’ nel gruppetto minuscolo dei retrogradi (Grecia, Eire e Estonia); ci piace farci riconoscere sempre…

477px-samesex_map_europe1

 

[1]: In realta’ penso che riusciro’ a vincere il ricorso a occhi chiusi, mancando qualsiasi segnalazione di divieto di sosta con rimozione coatta nella strada dove avevo legittimanente parcheggiato. E sottolineo “legittimamente”. 🙂

 

Barney

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