“Quando la luce tornera’”, Vernor Vinge

Dopo “Universo incostante“, vero capolavoro della SciFi, Vinge scrive “Quando la luce tornera’”, romanzo in cui vi sono alcuni -poco significativi- punti di contatto con il Premio Hugo del 1993, ma lettura avvincente e storia costruita benissimo, e a sua volta Premio Hugo 2000. Vinge scrive relativamente poco, ma ogni suo romanzo e’ una chicca, compreso “Alla fine dell’arcobaleno”, che un paio di annetti fa dette origine alla querelle lettori-Mondadori per gli antipaticissimi tagli alle opere della collana “Urania”.

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Se riuscite a trovare il libro su qualche bancarella dell’usato (il romanzo e’ introvabile altrimenti, almeno in italiano: manco su eBay c’e’!…) avrete tra le mani una storia con parecchi particolari interessanti.

Ad esempio, un pianeta che orbita attorno ad una stella variabile, che alterna 35 anni di attivita’ (e quindi di luce e calore) a 215 di spegnimento quasi completo, con conseguente trasformazione del pianeta stesso in palla di ghiaccio. La civilta’ che si e’ sviluppata su quel pianeta ha trovato il modo di sopravvivere al gelo infrattandosi in grotte profondissime, ma ad ogni ciclo di accensione si trova a dover ricostruire daccapo tutte le infrastrutture di base (palazzi, strade, fattorie…) che vengono spazzate via dai primi mesi di intensa attivita’ solare; l’avanzamento tecnologico e’ quindi “a salti”, e proprio quando siamo vicini alla nascita della prima civilta’ industriale, due differenti spedizioni “commerciali” sono in orbita attorno al pianeta per sfruttare gli ingenui alieni (che tra l’altro sono proprio quanto di piu’ alieno si possa immaginare: ragni senzienti). Uno dei due gruppi e’ rappresentato da veri commercianti, i Qeng Ho (citati anche in “Universo incostante”), ansiosi di mercanteggiare chissa’ quali ricchezze con gli autoctoni, l’altro e’ rappresentato da umani misteriosi, gli Emergenti, che si riveleranno ben presto un incubo della peggiore specie, sia per i Queng Ho che per il pianeta Arachne. Tra gli Emergenti risaltano per cattiveria e crudelta’ alcuni personaggi indimenticabili, primo tra tutti il caponave e leader di missione Tomas Nau. Pagina dopo pagina si impara ad odiare Nau e i suoi scagnozzi, e a sperare che qualche evento particolarmente doloroso li cancelli dalle pagine del libro. Si scopre che gli Emergenti sono soliti utilizzare (letteralmente) i prigionieri di guerra per scopi diciamo “cybertecnologici”, e ovviamente pure per diletto sessuale.

La storia si alterna tra i visitatori umani, che in orbita attendono per decenni che la civilta’ dei ragni diventi tecnologica al punto giusto, e i ragni stessi, tra i quali presto impareremo a riconoscere Sherkaner Underhill, geniale e bizzarro inventore a meta’ strada tra un McGyver e Leonardo da Vinci. Il tutto con l’inesorabile metronomo della stella OnOff, che precisa come la morte si spegnera’ dopo trentacinque anni di attivita’.

Riusciranno i ragni ad evolvere a sufficienza per rimanere attivi anche durante il grande gelo? Chi prevarra’ nella lotta in orbita, tra i simpatici Qeng Ho e i fottutissimi Emergenti?

Recuperate il libro, e lo saprete!

Barney

 

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5 pensieri su ““Quando la luce tornera’”, Vernor Vinge

  1. F

    Ciao ancora :DSto cercando di trovare questi due libri da un po’, ma senza successo, e ora sono più interessato di prima. Grazie eh :PLo scenario cmq è simile al ciclo di Helliconia, l’hai letto?

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  2. Barney Panofsky

    Vedo che sei un esperto 🙂 In effetti lo scenario planetario puo’ ricordare Helliconia (ho perlappunto iniziato a rileggere Helliconia appena finito di rileggere Vinge: ho “L’inverno di Helliconia” nello zaino proprio ora), ma secondo me i romanzi di Vinge sono molto migliori di qualli di Aldiss. Di Aldiss ho letto un altro paio di romanzi, ma scrive secondo me molto meglio in breve: la serie di racconti dei supertoys (da cui e tratto “A.I.”) a me e’ piaciuta moltissimo.Barney

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  3. F

    Si, della trilogia mi era piaciuto molto “l’estate di helliconia”, carina anche l’idea dei terrestri che si godono lo spettacolo stile Grande Fratello.Però, sono indietro sugli scrittori recenti, ora in ebook ho rimediato la Bujold e cercavo appunto Vinge, anche se il mio scrittore preferito è Jack Vance e queste “nuove leve” mi dicono poco, per ora.

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  4. Barney Panofsky

    Su Vance ti capisco: sono cresciuto finendo a forza di riletture il volumone degli Oscar Mondadori che raccoglieva il ciclo di Tschai…Per i “nuovi”: oltre Vinge che non e’ giovanissimo e la splendida Ursula leGuin (pure lei sara’ oramai settantenne…) consiglio PF Hamilton, di cui in versione elettronica si trova di tutto (spesso purtroppo non legalmente, ma queste sono colpe degli editori). Va molto di modda anche Niven (ciclo dei Burattinai) ma mi piace meno. Barney

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  5. F

    Ah bè, la LeGuin è leggenda. Penso sia più sull’ottantina, però è ancora arzilla, ha un blog in cui si diverte a prendere per il culo di repubblicani usa. “La mano sinistra delle tenebre” è il mio libro di fantascienza preferito. Non sono un appassionato del hard sci-fi, come puoi notare :DHamilton non lo conosco, rimedierò.

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