“L’Anomalia”, Massimiliano Pieraccini

Pare che Mondadori e Rizzoli si siano scannate a colpi di decine di migliaia di Euro, per accaparrarsi l’opera prima del fisico Massimiliano Pieraccini, docente alla facolta’ di Ingegneria di Firenze. Forse speravano di ripetere il colpaccio riuscito alla casa di Segrate con Paolo Giordano e la sua “Solitudine dei moccoli terzi“, che ha venduto -ripetiamolo per alimentare la bestemmiatrice a nastro- un milione e duecentocinquantamila copie.
L’ha spuntata Rizzoli, che propone in libreria questo giallo scientifico al modico (?!!!) prezzo di 19,90 Euro, ma e’ capace che solo la copertina sbrilluccicante e metallizzata dia conto di meta’ della cifra suddetta.

Anomalia

La formula in copertina e’ -forse- quella che descrive l’anomalia di Catt, sempre che essa esista…

Per fugare subito qualsiasi dubbio e spegnere eventuali fregole da shopping compulsivo, il mio suggerimento e’ di evitare l’acquisto come evitereste la peste bubbonica; se proprio volete buttare via del denaro, dategli fuoco in piazza che almeno un po’ di luce la fate.

Andiamo a raccontare qualcosa del volume -che ho avuto la (s)fortuna di leggere a gratis-.
Iniziamo dalla quarta di copertina, che spesso e’ elemento dirimente per decidere se acquistare o meno un libro che ci capita casualmente per le mani in libreria.
Le poche frasi scandite in stampatello sull’ultima di copertina de “L’anomalia” sono:

IL NUCLEARE È LA GRANDE MINACCIA.
IL NUCLEARE È IL FUTURO.
CHI TI VUOLE DALLA SUA PARTE NON TI HA DETTO TUTTO.
SARÀ UN ROMANZO AD APRIRTI GLI OCCHI.

Non credo che a scrivere questa roba sia stato l’Autore, ma chiunque legga queste affermazioni apodittiche pensera’ di avere per le mani un romanzo che parla di centrali nucleari, di rischi enormi per la popolazione, di apocalisse nucleare, di biechi individui che tengono segreta la verita’ sporca e cattiva… Ecco: l’unico elemento nucleare del libro e’ il racconto del disastro di Chernobyl, funzionale al tratteggio del carattere di uno dei protagonisti, e sempre sospeso tra una rivelazione (che non verra’ mai) e un senso di deja vu che almeno per me ha significato ritrovare subito sulla rete una serie di racconti per parole e -soprattutto- immagini di “gite” a Chernobyl. Ad esempio questa della motociclista russa Elena Filatova. Oppure questi reportage di un lettore del National Geographic. O quest’altra serie, altrettanto famosa. Ricordavo molte foto, e almeno tre di queste, invero molto note, sono descritte minuziosamente dall’autore in uno dei frequenti flashback. L’immagine della piscina vuota con il banchino di scuola sul fondo, per dire, e’ credo entrata nella storia.

In sostanza quindi il libro NON fornisce alcuna spiegazione diretta sul perche’ chi sta dalla parte del nucleare non ci ha detto tutto, ma lo fa credere -debolmente, in verita’- per molta sua parte. Alla fine si scoprira’ che le vere minacce sono ben altre, e che il nucleare e il petrolio sono sullo sfondo di scenari geopolitici globali che comprendono –ca va sans dire– l’11 settembre vissuto in diretta, la guerra in Irak, gli attentati all’antrace e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Ah, scordavo le nanotecnologie!

La trama, dite? Un professore di fisica di mezza eta’ -il nostro protagonista- viene chiamato da Antonino Zichichi per partecipare ad Erice ad un seminario sulle Emergenze Planetarie. Al seminario e’ stato invitato -segretamente- anche il Papa Benny16, mentre gigantografie del suo predecessore assieme al fisico siciliano campeggiano in tutte le stanze in cui si svolge l’azione. Tra flashback e interruzioni sul piu’ bello due dei partecipanti al seminario vengono uccisi (forse uno pero’ non viene ucciso veramente… Vai a sapere!); il secondo cadavere e’ della bellissima Giulia, ex studentessa che ha avuto una relazione infuocata col nostro Massimo. Ovviamente la sera prima di morire i due si trovano da soli nel refettorio e pensano bene di replicare la famosa scena di “Il postino suona sempre due volte”… si, insomma: quella che vede impegnata Jessica Lange sul tavolo di cucina, assieme al testosteronico Jack Nicholson. Il tavolo ne esce benissimo, probabilmente grazie alla sceneggiatura di quel genio di David Mamet. Ma sto strabordando, torniamo a boNba al plot, che e’ invero molto intricato.
Sconvolto dall’omicidio, Massimo -che ha sin dall’aeroporto di Palermo attaccato alle caviglie come un cagnolino il suo ex-studente Fabio, cognome “Moebius” e ci stai larghino…- inizia a “indagare” non si sa con quale logica, sfugge sette o otto volte alla cattura da parte di innumerevoli poliziotti/carabinieri/agenti dell’NSA/altro muscoloso e mascherato a piacere, muovendosi in uno spazio chiuso. Manco Padre Pio e la bilocazione alla violetta, via…
Fabio Moebius (mi fa morire dalle risate, ma come gli e’ venuto in mente di chiamarlo cosi’?) da fisico depresso e’ divenuto un hacker con i controcoglioni, e grazie ad un palmare senza marca (segno che ne’ HTC, ne’ Apple hanno sganciato un Euro che e’ uno per la pubblicita’) che non si levera’ MAI di mano intercetta qualsiasi trasmissione di dati/telefonate/riprese televisive/canti di libellule in calore si effettui nel raggio di un chilometro, ma anche due se il vento e’ a favore. Ovviamente le informazioni sono criptate con una chiave a 128 bit, ma a lui gli fa una sega, perche’ nell’algoritmo di cifratura c’e’ il bug che un suo amico ha scoperto e quindi e’ come se tutto fosse in chiaro (si, come no? E poi c’era la marmotta che incartava la cioccolata…). Poi il dinamico duo Massimo-Fabio, in possesso di non si sa quali verita’ derivanti da qualche terabyte di dati scaricati col palmare e salvati su un server in Georgia, scappa sotto il naso della polizia, prende un autobus per Roma e in pratica il libro finisce li’, con Massimo che pare abbia messo incinta una fisica russa che ha fatto capolino ad Erice, e comunque Giulia durante l’ultima notte di sesso e’ riuscita a impiantargli nella schiena un nanotubo con dentro informazioni destabilizzanti sull’11 settembre, ma il nucleare non c’entra una sega, e poi lui dice che lo lascia li’ e non se lo toglie. Fabio nel frattempo e’ tornato negli USA, e’ vicino al suicidio e quindi chiama l’amica del cuore che non ha mai tromb conosciuto biblicamente, lei prende il primo volo e si butta ignuda nel suo letto, dice per tenerlo al caldo. E qua ci starebbe la seconda marmotta, pero’ il libro finisce davvero.

Rimane il tempo per risolvere l’ultimissimo mystero: sicuramente ad ammazzare Giulia e’ stato il negro (cit. Negrodeath).

Barney

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