“We will reign”, The Last Internationale, USA (2014)

Garage rock di quello che mi garba di piu’, con Brad Wilk dei RATM alla batteria, Delila Paz al basso, chitarra e voce e Edgey Pires alla chitarra. Il disco e’ uscito ad agosto negli USA, notevole!

 

Barney

La verita’ rivelata e la nanotermite

Come ogni 11 settembre, dal 2002 in poi, la commemorazione dell’attentato al WTC va di pari passo con il fiorire stagionale delle teorie dei complottardi, secondo i quali e’ oramai certo oltre ogni ragionevole dubbio che:

  • I due grattacieli sono crollati perche’ erano stati minati in precedenza;
  • per minare i grattacieli s’e’ usata la nano-termite;
  • lo dice il prestigiosissimo luminare Mr. Burns, che scrive sul giornale peer reviewed “Journal of Stochastic Analisys of Bangladesh Physics Archives”
  • infatti nelle macerie si sono trovate tracce di bario e alluminio;
  • sono stati gli americani, per avere un pretesto per poter poi scatenare la guerra contro gli arabi;
  • gli americani hanno avvertito la sera prima gli ebrei, infatti nessun ebreo e’ morto l’11/9;
  • gli aerei che si sono schiantati sulle due torri erano radiocomandati, e non c’era nessuno a bordo;
  • Gli aerei avevano dei pod sotto la fusoliera, che servivano per comandarli;
  • anzi, forse erano missili truccati da aereo;
  • altro a piacere/ad libitum.

Ora, se avete mai provato a parlare con un complottista (sia esso genuinamente convinto delle sue idee, oppure uno stronzo in malafede che cerca di far soldi sfruttando la propensione delle persone a credere alla verita’ alternativa) vi sarete accorti che il dialogo segue sempre uno schema preciso e ripetitivo:

  • Affermazione apodittica del complottista, supportata da filmati internet o dalla versione  del guru di turno (Rosario Marciano’, Giulietto Chiesa, Thierry Meyssan, il cane Cirpo…) che e’ vera per definizione, un po’ come la parola di dio.
  • Vostra controaffermazione basata su dati di fatto, considerazioni logiche di base, articoli scientifici, matematica da terza elementare.
  • CASO A: il complottista se ne sbatte di quel che gli avete detto, non vi aha scoltato nemmeno, e ripete lo step precedente senza cambiare una virgola per tutto il tempo necessario a farvi alzare bandiera bianca per sfinimento.
  • CASO B: il complottista cambia repentinamente argomento, e afferma una nuova verita’ apodittica, che non c’entra un cazzo con la prima, e che pero’ e’ ancora stata supportata dal guru di riferimento (i soliti, piu’ il cane Lassie).

Il Caso B rientra nella famosa categoria della Teoria della Montagna di Merda, l’unica cosa buona prodotta da Uriel, che dice piu’ o meno questo:

“cento milioni di scimmie che battano tasti a casaccio su cento milioni di macchine da scrivere per cento milioni di anni probabilmente scriveranno l’opera magna della letteratura di ogni tempo e luogo.
Il problema è che produrranno anche una cataclismica, spaventosa, leviatanica , galattica MONTAGNA DI MERDA

(Copyright e Trademark Uriel Fanelli)

Ma torniamo a noi, e al motivo per cui sto scrivendo questa roba. Ieri l’altro mi sono imbattuto in questo articolo su Facebook, segnalato da un mio amico. Il contenuto e’ questa roba qua, il grassetto nelle parti interessanti e’ chiaramente mio:

ADESSO E’ UFFICIALE!!!

Tracce di esplosivi di nano-termite sono stati individuati tra i detriti delle Twin Towers del World Trade Center di New York. Sì, proprio le Torri, quelle Torri che l’opinione pubblica americana e non è stata indotta a credere siano state abbattute dal più terribile e spettacolare attentato terroristico della storia. Analizzando numerosi detriti raccolti subito dopo il crollo, il Dr. Steven Jones, professore di Fisica della Brigham Young University, coadiuvato da un team internazionale composto da nove scienziati, ha individuato chiaramente residui di esplosivo nano-termite, generalmente usato per scopi militari e per le demolizioni controllate degli edifici. Dopo un rigoroso processo di peer-review, la notizia della scoperta e la relativa documentazione sono state pubblicate sulla prestigiosa rivista scientifica Bentham Chemical Phisics Journal, una delle testate più accreditate e rispettate negli U.S.A. In sintesi, come già dimostravano (per chi aveva gli occhi attenti per capirlo) alcuni filmati girati durante il crollo, è possibile adesso affermare ufficialmente che a determinare il crollo delle Twin Towers non sono stati gli aerei che le hanno colpite, ma tutta una serie di cariche di esplosivo piazzate con estrema perizia e maestria in numerosi punti dei due edifici.

Non ditemi che c’e gente che crede ancora che la causa è stata il dirottamento. Anche i bambini di 10 anni lo sanno, che è stata l’ennesima menzogna mondiale. Serviva una scusa per dichiarare la guerra ,e costi quel che costi l’hanno trovata.

Le vaccate in questo pezzo sono cosi’ tante che sicuramente me ne scordero’ qualcuna.

  1. intanto, questo troiaio qua e’ vecchio di tre anni.
  2. poi, la “notizia” e’ stata pubblicata (quest’anno) un sito in lingua italiana che pero’ -vedi te i casi della vita?- e’ iraniano.
  3. Il famoso Dr. Steven Jones, un ex-fisico della Brigham Young  University, non era cosi’ famoso prima che se ne uscisse con le sue teorie sulla demolizione controllata. Se non per le sue teorie sulla fusione muonica, che poco o nulla ha a che fare con esplosivi e demolizioni.
  4. i residui di “nano-termite” (qualsiasi cosa sia questa roba qua) si trovano in qualsiasi casa. Pero’ siccome i guru di riferimento (Marciano’, Chiesa, Meyssan, il cane Rintintin) sostengono che l’alluminio, il molibdeno e il titanio sono presenti in natura solo quando s’e’ usata la nano-termite, i complottisti non cederanno d’un passo su questo punto: c’e’ l’alluminio? E’ stata usata la nano-termite. Amen.
  5. La prestigiosissima rivista che pubblica solo dopo un accurato processo di Peer Review e’ un giornale cinese, che pubblica il lavoro del porco a patto che il porco paghi. Incidentalmente, tale prestigiosissima rivista e’ uscita in ben quattro numeri dal 2010 ad oggi, e il suo impact factor e’ zero. Ma -come avrete gia’ capito…- la capretta Nuvola -quella di Heidi- ci dice che e’ un giornale serio, e chi siamo noi per contrastare le parole di un Marciano’ o di una Nuvola qualsiasi, eh?

Comunque, ho commentato la “notizia” sulla bacheca del mio amico sostenendo l’illogicita’ della teoria del complotto, solo per ricevere commenti di questo tipo:

“Giudeo”

“Che l’attentato sia stato progettato da Bush e’ lampante”

“Fatti una ricerchina”

“Io a NYC ci ho abitato, ho parlato con la gente, vai a chiedere cosa sentivano settimane prima nel sottosuolo…”

“non raccontare cazzate da giudeo sionista”

“molti americani la pensano come me”.

Sorvolo sul resto, pero’ l’ultima affermazione mi interessa perche’ mi permette di fare una affermazione forte e del tutto antidemocratica: non tutte le idee hanno lo stesso peso, ne’ la stessa dignita’.

Per continuare con la presa per il culo che ho utilizzato sopra, per me una cosa detta da Giulietto Chiesa su come crolla un palazzo NON HA la stessa valenza del giudizio di un ingegnere sullo stesso argomento. Pero’ la gGente si sente piu’ propensa a credere a Giulietto Chiesa (o al cane Sansone) piuttosto che al pallosissimo tecnico che spiega i principi dello snervamento a fatica di una trave di acciaio sottoposta al calore generato da cherosene che brucia in un ambiente chiuso. Molto meglio mandarla in vacca subito, e affermare che sono stati gli stronzi sionisti americani con delle bombe alla nano-termite: la gente non capisce un cazzo lo stesso, ma fa piu’ radical chic, e’ trendy. No?

Questo concetto e’ spiegato molto bene su questo articolo qua, che parla di global warming (quindi sembra non entrarci nulla con l’11/9), e massimamente in questa splendida figura:

cchange

Le due “torte” potrebbero rappresentare la percentuale di persone che crede alla verita’ ufficiale sull’11/9, a sinistra tra i tecnici, a destra tra gli elettori del M5* le persone “normali” gli amici di mio cugGino.

 

 

Barney

Ora ti caa l’orso

Con tutto il bene che posso volere alle bestie (inclusi alcuni uomini), mi risulta difficile non avere i coglioni spappolati dalla vicenda dell’orsa Daniza. Non tanto perche’ non mi dispiaccia della sua morte, ma per il clamore mediatico che questa morte ha provocato. Su faccialibro e su tutti i media sono stati due giorni di requiem per il plantigrado, di catene, di “fate girare!!11!11!“, di petizioni, di indignazione assoluta, di pietas nei confronti d’un animale che mai s’era vista prima. E -mi dispiace, ma m’e’ difficile esser politicamente corretto- tutto questo era credibile come una moneta da tre euro, e falso come una dentiera.

Come falso e costruito era l’atteggiamento opposto di coloro che plaudivano all’uccisione (accidentale, pare) dell’orsa, ed esultavano beceri e truci come se a morire fosse stato Bernardo Provenzano o Matteo Messina Denaro, e non una povera bestia che da bestia s’e’ sempre comportata.

Socio-politicamente e’ stato interessante notare come la stragrande maggioranza di indignati fosse  di sinistra, mentre coloro che inneggiavano al fucile si situano quasi al 100% a destra. I leghisti non contano perche’ il mio amore per le bestie ha dei limiti…

Ma non divaghiamo troppo: anche in questo caso la posizione di molte persone e’ dipesa dal loro “appartenere” all’una o all’altra fazione, esattamente come allo stadio si tifa alla cieca per la propria squadra (anche quando gioca da fare schifo e meriterebbe di essere sommersa da valanghe di gol) e si insulta a prescindere l’avversario.

E’ l’effetto-gregge, amplificato dai social media; sconfortante, ma non certo sconvolgente: sono decenni che oramai il popolo italiano si muove compatto e cieco in risposta a direttive superiori. D’un colore o dell’altro (e ora anche a 5 stelle), sia chiaro.

L’orsa Daniza ha diviso il tragico palcoscenico con il ragazzo napoletano ucciso (anche qua pare accidentalmente) da un carabiniere ad un posto di blocco. M’e’ parso che la notizia del plantigrado abbia sopravanzato in termini di indignazione e di quantita’ di inchiostro versato quella del diciassettenne di Napoli. Non ho pesato le lacrime, che’ m’e’ parso mancassero per Daniza, e scorressero per Davide solo nella sua citta’, ma in ogni modo e’ stato piu’ facile “far girare” la morte di mamma orsa (su facebook c’e’ anche un gruppo “Io sto con Daniza“) piuttosto che quella del ragazzo. Forse perche’ oramai si pensa che -come nel caso del cane che morde l’uomo- morire sparati a Napoli e’ quasi normale, l’orso invece e’ un alieno nel nostro territorio, e come tale fa sempre notizia.

Chiudo, che e’ tardi, con un brano splendido e triste di Bobo Rondelli. Che parla di un orso un tempo famoso, in quel di Livorno…

E come bonus track, sempre di Bobo, una splendida “Hawaii da Shangai” fatta al Cage:

 

Barney

Where’s Wally?

“Where’s Wally” e’ una serie di libri illustrati per bambini in cui si devono cercare dei personaggi o delle cose in illustrazioni molto complesse e particolareggiate. Un personaggio da trovare sempre e’ Wally: un ragazzo alto, con gli occhiali, una maglia a righe orizzontali bianche e rosse e un buffo berretto con ponpon sempre rosso. Sembrerebbe una cosa semplice, trovarlo, ma il maledetto si mimetizza tra la folla, sbuca da posti improbabili, si confonde con lo sfondo…

Come questa rana agile qua, insomma:

WP_20140806_17_53_30_Pro

Barney

Come si dice “ciclista” in tedesco?

Eh, l’avessi saputo prima, avrei potuto immaginare…

Invece sono andato a braccio, il menu’ scritto in crucconese e basta la riportava nel reparto birre. Era dopo le pilsner, ho pensato che fosse qualcosa tipo una bock o una dunkel. Il nome sembrava promettente: “Radler”.

Ecco, avessi saputo che radler significa ciclista, avrei pensato a qualcosa di aldulterato, di annacquato.

Esattamente quel che mi sono trovato davanti: un boccale di gazosa e birra e niente piu’.

 

Barney